Anche il 2022 è giunto al termine. Un anno che purtroppo lavorativamente è stato deludente. L’azienda per la quale lavoravo si è rivelata tutto fumo e niente arrosto pertanto mi ha portato alla risoluzione del contratto per entrare a far parte di una nuova realtà che, al contrario, promette molto bene. Come si dice: chiusa una porta si apre un portone!
Con Jennifer si è rafforzato il rapporto e, anche se come capita in tutte le coppie c’è stata qualche piccola incomprensione, il rapporto va a gonfie vele e siamo andati a convivere sotto lo stesso tetto 🙂
Sicuramente il 2022 mi ha confermato la falsità di alcune persone che sono amiche solo per interesse. Meglio perderle che trovarle.
Speriamo quindi in un 2023 che porti un po’ più di tranquillità sotto certi aspetti anche se, come sempre, le cose più importanti sono la salute e l’amore.
Leggendo il Corriere della Sera di oggi mi sono imbattuto in questo articolo (click sulla foto per aprire il link)
Partimo dal presupposto che la morte cardiaca improvvisa, come già scritto in altre occasioni, fa 60000 morti all’anno.
All’attivazione del sistema di emergenza, che avviene componendo il 112, il PSAP1 (Public Safety Answer Point) risponde immediatamente e screma le telefonate urgenti da quelle non urgenti per poi smistarle al PSAP2 di competenza (soccorso sanitario, vigili del fuoco, forze dell’ordine)
Le 3 centrali CUR-NUE112 (Centrale Unica di Risposta – Numero Unico Emergenza) lombarde (Varese, Milano e Brescia), dispongono di un servizio di traduzione multilingua h24 che vengono attivati immediatamente in caso di necessità.
Distribuzione delle CUR NUE112 (PSAP1) in Lombardia
Distribuzione delle SOREU (PSAP2 Sanitario) in Lombardia
Continuando a leggere l’articolo “era abituato alle corse solitarie in quel dedalo di sentieri dalla natura rigogliosa, ma impervi e isolati.” e successivamente “Poco dopo essersi accasciato, molto probabilmente per un’aritmia cardiaca, è arrivato un soccorritore. Passava di lì per caso: d’estate la zona è affollatissima, mentre d’autunno, con la nebbia e l’umidità, non ci va quasi nessuno. Si trattava di un pilota di aerei britannico, che vive a Londra: era atterrato a Milano ed aveva approfittato della giornata libera per andare anche lui a passare un freddissimo sabato pomeriggio a pedalare nei boschi.”
Da quanto leggo quindi non solo si era in una zona non facilmente raggiungibile ma anche chi ha chiamato non sapeva bene dove si trovava. Mettetevi nei panni dell’operatore del PSAP1: deve interagire con una persona straniera, tramite il sistema di traduzione, con una persona che non conosce bene la zona. Secondo voi la chiamata poteva essere breve? Ma soprattutto PSAP1 e PSAP2 dovevano attivare solo un’ambulanza o magari servivano Vigili del Fuoco, Forze dell’ordine, Elisoccorso, Corpo Nazionale Soccorso Alpino E Speleologico per poterlo soccorrere in sicurezza (non dimentichiamoci che i soccorritori non devono passare da soccorritori a vittime…)
Non è importante saper parlare l’inglese da parte del PSAP1 (e comunque le competenze ci sono visto che si attiva il sistema di professionisti linguistici!), importa invece sapere che esiste un’app per il cellulare che geolocalizza il chiamante in caso di emergenza.
L’app si chiama “112 Where Are U” ed è disponibile sia per Android che per iOS e, se malauguratamente dovesse capitare di chiamare i soccorsi, l’operatore sa dove siete con precisione GPS (quindi nel raggio di 5m) e i soccorsi potranno essere più tempestivi! In più, in caso di emergenza in cui non si può parlare, l’app consente di effettuare la “chiamata muta”: l’operatore saprà chi siete, dove siete, di chi avete bisogno ma soprattutto che non potrete parlare (mi vien da pensare una rapina oppure un caso di violenza domestica o più semplicemente una persona muta).
Il mio consiglio è di scaricare l’app, aprirla una prima volta per registrarsi (tranquilli, AREU non farà telemarketing e non vi venderà nulla!) ma soprattutto di diffonderla ai vostri amici e parenti!
Piccola esperienza personale: motoraduno nel pavese, in mezzo alle risaie e senza un punto di riferimento una persona si è sentita male. Utilizzando l’app il PSAP1 mi ha immediatamente riconosciuto e geolocalizzato senza perdere 1 secondo. Se avessi dovuto dare indicazioni per raggiungermi avrei avuto io stesso delle difficoltà…
Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi, Signori, davanti ad una Donna. (William Shakespeare)
Durante l’anno mi è stato conferito l’incarico di docenza in un istituto professionale come docente di sicurezza sul lavoro. Il corso, per questo tipo di scuola, è necessario sia per l’accesso ai laboratori sia per i successivi tirocini formativi. Secondo quanto riportato nell’articolo 2 comma 1 lettera a) del D.Lgs 81/08 viene definito lavoratore.
Persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.
Pertanto il tirocinante viene equiparato al lavoratore (per fortuna!).
Il problema però sono gli studenti di oggi. Attenzione meno di zero, casino in aula, maleducazione alle stelle. Ad oggi bestemmie e termini scurrili nel loro vocabolario è all’ordine del giorno. Riuscire a far mettere insieme una frase senza un turpiloquio è quasi impossibile.
E pensare che l’articolo 724 del codice penale recita “Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità, è punito con la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 309“
Non sono un santo perché anche a me scappa il termine colorito ma ai miei tempi, se avessi tenuto un comportamento del genere a scuola, non solo i professori mi avrebbero preso a calci ma avrei preso altrettanto a casa se malauguratamente avessi preso una nota!
Tralasciando l’aspetto del linguaggio alla base c’è comunque la assoluta mancanza di educazione e di voglia di fare qualsiasi cosa. Il cellulare è fonte di distrazione continua, tanto che in alcune classi è stata posizionata una scatola dove riporli prima di iniziare la lezione (ma per farglieli depositare è già una guerra!). La cosa che però più mi ha spaventato è la completa mancanza di interesse verso la materia anche di fronte ai numeri prospettati (più di 1300 morti, 560000 infortuni e oltre 55000 malattie professionali nel solo 2021). A nulla è servito nemmeno fare una rassegna stampa dove, ogni giorno, sui quotidiani c’è sempre qualche notizia nuova di feriti o peggio ancora di morti sul lavoro per stimolare la loro attenzione così come nemmeno specificare che sono corsi obbligatori per legge (e che saranno comunque costretti a frequentarli quando lavoreranno!)
Parlando con un mio ex compagno di università che fa il docente anche lui ha notato questa mancanza totale di interesse verso qualunque cosa. E pensare che questo è il momento in cui si plasma il loro futuro… Altro che “Stay Hungry” della famosa citazione di Steve Jobs!
Ricorderò sempre l’insegnamento ricevuto anche in Università dal Professor Rovida che, dopo aver spedito via uno studente per il suo abbigliamento ci disse “Voi diventerete ingegneri e un ingegnere deve sapere anche vestirsi in maniera consona all’ambiente e all’occasione in cui si trova. L’esame è un momento importante della vostra carriera accademica pertanto imparate a vestirvi adeguatamente per questo momento istituzionale!”. Da quel giorno ho sostenuto tutti gli esami in camicia…
Correva l’anno 1983 e nel film “Vacanze di Natale” (l’unico vero e inimitabile cinepanettone!) Donatone Braghetti (interpretato da Giudo Nicheli) mentre è a Cortina d’Ampezzo declina l’invito della moglia a pattinare con un:
Personaggio carismatico, sempre pronto alla battuta e soprattutto all’improvvisazione con l’inserimento di slang in inglese, divenne principalmente conosciuto al pubblico per i ruoli interpretati nelle commedie italiani in cui ricopriva il ruolo del ricco industriale milanese o, come ne “i ragazzi della 3°C” il ruolo del Commendator Camillo Zampetti. . Un esempio di improvvisazione la si ricorda sempre in “Vacanze di Natale” dove, al termine della battuta, aggiunse improvvisamente un “Alboreto is nothing” che divertì la produzione e decisero di lasciarlo nel film (da notare anche l’ “impresa” compiuta….)
Il Dogui (soprannome derivante dall’inversione delle sillabe del suo nome), odontoiatra nella vita reale, se ne andava il 28 ottobre 2007, lasciando un vuoto tra i caratteristi nel cinema italiano. See you later, Dogui!
Fino al 2008 il campionato mondiale superbike era caratterizzato dalla Superpole: dopo le prove ufficiali in cui si decretava la classifica dei tempi sul giro in cui tutti i piloti potevano girare in pista, si iniziava con lo show della Superpole. Ogni pilota aveva a disposizione un giro secco per fare il miglior tempo e partire dalla casella più avanzata della griglia di partenza.
In termini di spettacolo, era possibile vedere ogni pilota avere la pista libera per poter fare quanto di meglio la moto gli permetteva.
Basta vedere quanto sta succedendo a Sepang: Morbidelli si è preso ben 2 long lap penalty per aver ostacolato sia Bagnaia che Marquez durante il loro giro lanciato costringendoli a chiudere il gas e perdere l’opportunità del giro buono. In più, nella MotoGP di oggi (ma anche degli ultimi anni…), non c’è sessione di prove dove qualcuno aspetta qualcun altro perché possa fargli da traino. Stessa cosa avviene in Moto3, dove ad Aragon Adrián Fernández è stato bloccato da due meccanici dello Sterilgarda Max Racing mentre usciva dal box per sfruttare il gancio buono per il gioco delle scie. Ovviamente il gesto dei 2 meccanici è stato condannato da più parti e si è giunti al licenziamento da parte dello steso Max Biaggi, proprietario del team.
Per questo servirebbe la cara, vecchia superpole dove si vedrebbe veramente il pilota quanto sa fare la differenza rispetto ai suoi avversari.
Lascio qui sotto un breve clip storico della SuperPole di Troy Bayliss ad Hockenheim nel 2000 commentato dal compianto Giovanni Di Pillo
Oggi terminiamo la crociera. Le valigie durante la notte sono state ritirate e abbiamo solo il bagaglio a mano. Andiamo per l’ultima colazione a “L’Oliveto”, anche perché non possiamo non salutare Will prima di andarcene. Infatti, lui ci propone un “Chiama casa, manda altri soldi e ricominciamo giro!”. Sarebbe bello, ma impegni a casa ci aspettano quindi dobbiamo per forza rientrare. La colazione come sempre è abbondante. Prima di andare però una foto ricordo con lui che ha coccolato Jennifer con il suo solerte “gluten free” era d’obbligo (e per l’occasione si è tolto qualche secondo la mascherina FFP2 che, come tutto il personale, indossava costantemente)
Il nostro sbarco è segnalato come ARANCIONE L alle ore 11:00 quindi che facciamo visto che alle 8:00 la cabina doveva essere liberata? Ponte 8 a goderci Savona e il suo sole.
Alle 10:30 proviamo a scendere e in realtà possiamo già sbarcare. Arrivati al terminal recuperiamo le valigie, passiamo a ritirare le chiavi della macchina e, con un filo di tristezza, dichiariamo finite queste vacanze.
TIRIAMO LE SOMME
Partiamo dalla cosa più importante, la nave: voto 10 e lode Una nave nuova, tecnologicamente avanzata, se vogliamo anche in parte green visto che è alimentata a LNG e quindi abbatte le emissioni inquinanti. Una nave che non si sente (sul ponte di notte l’unico rumore era lo sciabordio delle onde) e che pare ferma (non abbiamo minimamente percepito di essere in navigazione)
Il personale addetto alle pulizie: voto 10 un incessante esercito di persone che, a qualsiasi ora del giorno e della notte, non si ferma mai per avere una nave pulita e profumata. Persone che, anche nel pieno delle attività, vegliavano perchè non vi fosse nulla a terra. Persone che, con tanto olio di gomito, tenevano pulite anche le tappezzerie.
Il personale di camera: voto 9 Camera rifatta tutti i giorni, l’unico giorno che ha tardato a farla (erano le 13 e stavamo prendendo lo zaino per l’escursione si è scusato fino alla morte per non aver ancora rifatto la camera…) Che poi, anche se la rifaceva alle 18, non cambiava nulla. Anche i teli, indipendentemente dal nostro “lo riutilizzo” li cambiava sempre.
Personale di sala: voto 10 Cerimoniosi al massimo, alcuni più schivi (soprattutto i filippini) altri più espansivi, ma nessuno che abbia dato fastidio o che si sia preso confidenze eccessive, tutti gran professionisti e direi molto pazienti, visto il megavassoio che dovevano portare facendo anche lo slalom tra i bambini lasciati sguinzagliati dalle famiglie.
Personale ai bar: voto 9 Ogni tanto qualche sbavatura (Montenegro senza il ghiaccio richiesto, una cocacola non consegnata), ma sicuramente, considerando la mole di lavoro, è perdonabile la svista. E soprattutto, andare a non cozzare contro le orde di turisti che vagano per i saloni facendo selfie e guardando in aria (comunicazione di servizio per chi capisce: come i servizi ANPAS a Expo2015), in mezzo a musica e spettacoli, in condizione di luce non sempre buona, è roba che Alberto Tomba spostati proprio!
La cabina: voto 8 Spaziosa, confortevole, ma la climatizzazione… non è stata ottimale. Questo condizionerà la mia prossima crociera nel senso che prenderò una cabina con balcone così quando sarà freddo, potrò aprire la porta e fare entrare del caldo!
Servizi di bordo: voto 9 Non manca nulla, nemmeno la lavanderia per i più zozzoni che si sporcano 3 maglie a pasto! Nota: non abbiamo usufruito dei pacchetti internet, ma qualcuno si lamentava che la rete era di scarsa qualità e velocità, roba che in cabina ogni tanto non si connetteva.
L’app Costa: voto 5 7 giorni di crociera, la continua richiesta di effettuare l’esercitazione di sicurezza, ma soprattutto i 20 login che ho dovuto fare (e che non sempre andavano a buon fine)… in più ogni tanto ci si trova qualche cosa di strano e che si perde tempo a chiarire (vedi addebito doppio di gita a Valencia quando quella da pagare era quella di Marsiglia, ma segnata a 0€…)
La cucina: voto 8,5 La cucina per me che sono “sano” è stata ottima, cibo ben cucinato, ben impiattato, porzioni giuste da alzarsi da tavola e non avere fame così come da non necessitare di allentare la cintura. Chi vuole un’abbuffata alla Bud/Terence deve rivolgersi al ponte 8 a “la bottega dei sapori”. Per Jennifer invece è stata un po’ troppo ripetitiva e poco fantasiosa. Forse sarebbe il caso di rivedere questa sezione dando un po’ più di scelta anche a chi, come lei, ha delle intolleranze alimentari…
I tour: voto 8 Organizzati bene, promossi tutti meno che Ibiza. Come scrivevo, invertire il percorso è stata una pessima idea e tutti l’abbiamo un po’ criticata. Sconsiglio pertanto “#costagram a Ibiza”. Le guide incontrate a Roma, Valencia e Marsiglia tanto di cappello per la loro parlantina e per la disponibilità dimostrata.
I turisti: voto 4 Ogni tanto la maleducazione la fa da padrona… Dalla tappa di Valencia, il numero di mozziconi di sigarette a terra per la nave è aumentato. Coincidenze? non credo… Durante la presentazione delle procedure di sbarco al Colosseo (ed eravamo in 2000 a scendere a Savona) gente che urlava per parlarsi tra loro. Sai che c’è questa attività? Spostati altrove oppure non infastidire. Se lo facessi con te quando devi sbarcare tu e poi non capissi nulla saresti felice? Al ristorante leggi la mail e sbotti con il tuo compagno “E secondo loro io che c***o posso fare qui sulla Costa Toscana in mezzo al mare?!?” Semplice, non leggi le mail, non spacchi le balle agli altri e soprattutto ascolta tuo figlio che ti dice “Forsa mamma è meglio se esci a litigare…” (i bambini, la voce della verità). La lista sarebbe lunga…. Tralascio poi piatti, bicchieri, teli e quant’altro lasciato agli “schiavi” Costa (2 luglio 1839: sulla nave Amistad, che trasporta schiavi della Sierra Leone verso Cuba, scoppia una rivolta. Nel 202x potrebbe esserci una replica…). Il buon senso e l’educazione dove sono? Dimenticavo le 2 chicche: la Sciura Maria di turno che si lamentava che c’era troppa gente a bordo e il cummenda che non voleva fare la coda alla reception (e non sei il Dogui a Cortina con la tessera freccia alata…) Qui Costa Crociere purtroppo non può farci nulla.
RIFAREI LA CROCIERA?
Si, la rifarei ma… Ma non la rifarei l’anno prossimo. Sicuramente l’idea di viaggiare e vedere giorno dopo giorno un paese diverso è bella, di sicuro appoggiarsi a Costa per i tour è una buona idea per non avere lo sbattimento di capire dove, come, quando e soprattutto con il rischio di perdere la nave. Di sicuro il ritorno a bordo e trovarsi tutto pronto ed essere coccolati non è male. Lo “scendo a bere un caffè e salgo” va bene anche quello (magari da fare a Napoli) ma mi è mancata la sabbia sotto i piedi e il sale sulla pelle tipica delle giornate in spiaggia. A sentire dei crocieristi incalliti, il livello della Costa è nettamente superiore alle altre compagnie quindi, quando sarà il momento, cercherò di rifarla con Costa Crociere. Riassumendo in due parole l’esperienza: positiva e consigliata. Almeno una volta va fatta!
Detto ciò, lascio il lavoro di cruise/food/holiday blogger a chi è del mestiere, queste sono solo il resoconto delle mie vacanze insieme a Jennifer e soprattutto mie riflessioni personali su questa crociera che potrebbero non essere la consuetudine di quanto accade a bordo…
Motomondiale 2022, circuito di Phillip Island. Uno dei circuiti più spettacolari per via del paesaggio mozzafiato che si vede in alcuni punti del circuito, sia per le caratteristiche del tracciato. Danilo Petrucci, proprio qualche giorno fa ha twittato “Le fasi della vita dovrebbero essere: nasci, cresci, vedi un giro di Stoner a Phillip Island, ti riproduci e poi muori.”
Come ben sapete, girare in pista a questi livelli comporta dei rischi. Già in passato Iannone ha prima centrato in gara un gabbiano (2014) mentre l’anno successivo a fine prove ha incrociato un canguro (2015). Quest’anno dei rischi ne sa qualcosa Navarro non per opera di un animale. Durante la gara, molto probabilmente per aver aperto troppo presto il gas e con l’elettronica che non ha fatto al 100% il suo lavoro, è caduto e il povero Simone Corsi che lo seguiva non ha potuto evitare l’impatto (cliccando sulla foto qui sotto vi rimando al video su YouTube)
Fin qui nulla di nuovo, nel mondo delle corse le cadute ci sono sempre state, alcune senza esiti negativi, altre con risultati infausti. Quello che però fatico a comprendere è come la Direzione Gara non abbia esposto subito la bandiera rossa per fermare la gara: Navarro infatti non si è rialzato ed è dovuto intervenire il personale medico. Non si può certo dire che non fossero in una posizione pericolosa perché, come potete vedere dall’immagine qui sotto, pilota e personale medico erano a bordo pista con le moto che sfrecciavano in solo regime di bandiera gialla!
E si che DORNA ha già avuto un precedente (o se vogliamo usare un termine più da sicurezza sul lavoro, un near miss) molto importante: durante le prove del GP di Inghilterra a Silverstone, Marquez in regime di bandiera gialla è caduto per poco non falciava pilota e personale che erano nella via di fuga per soccorrere un precedente incidente (Marquez verrà poi sanzionato di 2 punti sulla licenza).
Dov’è la sicurezza per il pilota e per chi era li a soccorrere? Dobbiamo aspettare una tragedia? Il GP di Formula 1 di settimana scorsa non ha insegnato ancora nulla?
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