DEFIBRILLATION DAY

Giornata nazionale per sensibilizzare alla defibrillazione precoce con prove pratiche dimostrative nelle strade e nelle piazze italiane; a tal fine è importante lavorare sulla cultura della defibrillazione precoce, partendo dall’esperienza di volontarie e volontari e dal radicamento territoriale delle pubbliche assistenze.

Questa iniziativa nasce dalla collaborazione di ANPAS, con l’Associazione Progetto VITA-ODV e con IRC Comunità-APS con le quali lo scorso 28 febbraio è stato sottoscritto un protocollo di intesa per il progetto FACILEDAE.

Le Associazioni organizzeranno sul proprio territorio uno o più punti informativi rivolti alla cittadinanza, con manichini e DAE trainer per dimostrazioni pratiche e simulazioni.

Niente roba da ER, niente scene da film: due cerotti, un pulsante da schiacciare e il torace della persona che si muove leggermente per la scossa che, si spera, riesca a far ripartire il cuore.

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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Negli ultimi tempi, si sente sempre più spesso parlare di IA, Intelligenza Artificiale.

L’intelligenza artificiale è una disciplina appartenente all’informatica che studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono la progettazione di sistemi hardware e sistemi di programmi software capaci di fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana.

Il problema di qualsiasi computer, in condizioni normali, è comunque quello di prendere una decisione. Ne sa qualcosa IBM che, nonostante il computer dedicato al gioco degli scacchi Deep Blue perse la sfida contro Garri Kasparov.

La prima partita, disputata il 10 febbraio 1996, fu vinta dal computer ma Kasparov vinse la sfida con tre partite vinte e due patte. Dopo il match perso, Kasparov disse che alcune volte gli era parso di notare nelle mosse della macchina intelligenza e creatività così profonde da non riuscire a comprenderle.
Inizialmento nel software di Deep Blue le funzioni di valutazione erano scritte in forma generale, con molti parametri da definire (per es.: quanto è importante una posizione sicura per il re in confronto a un vantaggio spaziale nel centro della scacchiera, ecc.). I valori ottimali per questi parametri furono poi determinati dal sistema stesso, analizzando migliaia di partite di campioni. Prima del secondo incontro, la conoscenza degli scacchi del programma era stata finemente migliorata dal gran maestro di scacchi Joel Benjamin mentre la lista delle aperture fu fornita dai campioni Miguel Illescas, John Fedorowicz e Nick De Firmian.

L’algoritmo per il gioco degli scacchi, scritto in linguaggio C che girava sotto un sistema operativo AIX, era in grado di calcolare 200 milioni di posizioni al secondo! Ma alla fine anche la macchina deve prendere una decisione: grazie a una trappola nelle mosse finali nella quale l’IA cadde per due volte Kasparov si aggiudicò i match.

Quindi il problema delle IA resta sempre questo: prendere una decisione. Se questa viene applicata ai veicoli come reagisce?
Attualmente la IA di Google va in crisi con i ciclisti: Se questi si mettono in equilibrio sui pedali, il loro movimento per restare il equilibrio viene interpretato dalla AI come un movimento e quindi la macchina si arresta in attesa che il movimento percepito non ci sia più.

Ma se succedesse l’irreparabile come un animale che attraversa la strada o un pedone che non rispetta un segnale e la vettura, procedendo a velocità da codice della strada, non avesse sufficiente spazio di arresto? Colpisce il pedone o lo schiva impattando e mettendo a repentaglio la vita degli occupanti del veicolo?

Per rispondere a questi quesiti etici il MIT di Boston ha creato un piccolo sito chiamato Moral Machine. In base a una serie di scenari proposti si chiede al visitatore di decidere cosa dovrebbe fare l’IA del veicolo.
Provate a decidere anche voi cliccando l’icona qui sotto

GIORNATA MONDIALE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO

La sicurezza sul lavoro è una responsabilità seria. Il più delle volte si tratta di uno sforzo collettivo in cui i datori di lavoro, le risorse umane, i team di sicurezza e i dipendenti devono fare la loro parte per garantire un ambiente di lavoro sicuro e quanto più possibile privo di pericoli (ricordo che il pericolo è definito come “proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni”)
Tuttavia, nel 2022, gli infortuni denunciati (perchè ovviamente andrebbero aggiunti quelli non denunciati dovuti a motivi poco legali quali ad esempio lavoro in nero) sono stati 697.773 (in aumento del 25,7% rispetto all’anno precedente) sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro (+28,0%) sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (+11,9%).

A questi vanno aggiunti 1.090 morti sul lavoro, 131 in meno rispetto ai 1.221 del 2021 ma ancora troppi per una società evoluta quale riteniamo di essere perchè significa avere ancora circa 3 morti al giorno sul lavoro.

Non dimentichiamo inoltre le 61000 malattie professionali denunciate…

Domani: la vostra ricompensa per aver lavorato in sicurezza oggi

BSOD ANNIVERSARY

Era il lontano 20 aprile 1998 quando Microsoft decise di presentare il nuovo (per l’epoca) sistema operativo Windows 98.
Era sicuramente un sistema che portava molte novità e migliorie rispetto al suo predecessore Windows 95.

Una delle novità era l’implementazione del “Plug&Paly” ovvero la funzione del sistema operativo che consente il pronto riconoscimento della periferica, l’installazione dei driver e l’utilizzo immediato. Sfortunatamente però non tutto andò per il meglio, proprio sotto lo sguardo di Bill Gates…

IL PERICOLO VIEN DALLA…RICARICA!

ormai viviamo in un’epoca dove dipendiamo dalla tecnologia e il cellulare, da semplice strumento di comunicazione telefonica oggi è diventato uno strumento con cui facciamo di tutto: navighiamo in internet, facciamo foto, ascoltiamo musica, effettuiamo le operazioni bancarie… Tralasciando il problema del furto dei dati mediante mail di phishing e simili (di cui ne ho parlato il precedenza nel blog), un ulteriore pericolo sta nascendo dalle porte di ricarica!

Ovviamente quando il cellulare inizia a scaricarsi in zona critica, siamo pronti a ricaricarlo in mille modi (Caricabatterie, powerbank) ma sempre più spesso accade, soprattutto in treno o nelle stazioni/aeroporti, di trovare delle stazioni di ricarica. Fin qui tutto apparentemente normale, attacco il cavo lato USB alla porta sulla parete, attacco la microUSB o la USB-C al cellulare e il gioco è fatto, ma….

Il classico cavo USB che usiamo per la ricarica del cellulare è composto da 4 cavi:

  • Dati ( Verde e Bianco)
  • Alimentazione 5Vcc (Rosso +5V e GND Nero)

Se il malintenzionato di turno decidesse di applicare qualche sistema miniaturizzato dietro alla presa a muro, nessuno se ne accorgerebbe. Il cellulare si ricarica ma il device inizia a dialogare con il nostro cellulare e da li può portar via una mole di dati non indifferente. Questo tipo di attacco, chiamato juice jacking purtroppo sta diventando sempre più frequente tanto che l’allarme viene lanciato nientemeno che dall’FBI.

Ricordatevi che nella migliore delle ipotesi vengono rubati i nostri dati personali ma, se viene installato software malevolo, il nostro device potrà essere usato anche per altri scopi sempre poco nobili (ricordatevi che il cellulare è perennemente attaccato a internet, mediante connessione dati SIM o tramite il WiFi di casa/ufficio)

DORNA, INIZIAMO MALE…

Dopo la pausa invernale ieri è iniziata la MotoGP. Se da una parte la gara o meglio, le gare visto che è stata istituita la sprint race del sabato, hanno dimostrato le qualità di Pecco Bagnaia che porta a casa 2 vittorie e punteggio pieno (12 punti il sabato e 25 la domenica) dall’altra si è vista un’altra volta l’incompetenza di DORNA.

Partiamo dal circuito: Portimao è senz’altro spettacolare ma non è sicura. Chiedere a Pol Espargarò che dopo essere rovinosamente caduto con la sua Aprilia è finito contro le protezioni ha riportato gravi traumi. Il problema è che mancavano gli air fence che sicuramente avrebbero attutito l’impatto. Mi pare che l’anno scorso ci fossero già state gravi falle nella sicurezza dei piloti e non solo (vedi questo mio articolo) ma con il nuovo anno non mi pare che la situazione sia cambiata… Anzi, il near miss (mica tanto near…) c’era già stato nei test precampionato quando Fabio Di Giannantonio finito in ospedale con una commozione cerebrale. Soluzioni al problema: nulla! Vediamo se nel 2024 Portimao avrà delle news in termini di sicurezza oppure dobbiamo aspettare altri infortuni.

Sulla gara invece facciamo un po’ di chiarezza su un tal Marc Marquez. Sulle sue capacità di pilota nulla da dire, ma il problema è sempre lo stesso: DORNA gli ha sempre permesso di fare quello che gli pare e piace. Qualche esempio?

  • Jerez 2020 quando, dopo essere caduto, ha cercato di riaccendere la moto andando contromano in solo regime di bandiere gialle.
  • Argentina 2018, quando gli si spense la moto e, al posto di andare ai box, fece un cinema sullo schieramento di partenza punito con un semplice Drive Through ai box.
  • Argentina 2018 dove i tifosi di Rossi ricorderanno la sua guida folle che fece cadere Valentino (nota: non faccio parte del popolo “giallo” di Valentino e quindi non è un commento di parte) con tanto di dichiarazione di Rossi “Marquez sta distruggendo il nostro sport. E se la Direzione Gara non trova il modo di fermarlo in qualche modo, di obbligarlo a comportarsi come gli altri, questa storia rischia di finire male
  • Silverstone 2013 quando in pieno regime di bandiere gialle ignorò tutto e tutti cadendo e rischiando di falciare gli steward presenti nella via di fuga in aiuto di un pilota caduto prima di lui.

Con l’incidente causato da lui domenica (frattura del polso lui, Martin con una forte contusione alla gamba) DORNA lo ha punito con 2 long lap penalty da scontare in Argentina

E qui l’ennesimo pasticcio DORNA: nel documento c’è scritto che dovrà scontare i 2 long lap penalty in Argentina e non nel successivo GP. Questo significa che Marquez, operato alla mano e già “unfit” in Argentina la farà franca… e siamo solo alla prima gara dell’anno… A proposito: anche Oliveira è stato già dichiarato unfit per l’Argentina


BUON COMPLEANNO, SQUALO

Uno di mezzi del Corpo Volontari Ambulanza è una vecchia Citroen DS “Squalo”.

Immatricolato per la precisione il 23/03/1975 dopo essere stata allestita da Currus in Francia e ovviamente dopo tanti interventi e salvato delle vite adesso si gode la sua meritata pensione gironzolando in raduni e rappresentanze come mezzo storico.

Al CVA è arrivata il 10/12/1986, acquista dal JRC di Ispra e reimmatricolata dopo aver subito un adeguamento dalla carrozzeria Saves per essere conforme alle leggi italiane.

Il design dell’auto ha qualcosa di italiano essendo stata concepita dal varesino Flaminio Bertoni, uno dei più grandi designer automobilistici. Con il suo motore 4 cilindri da 1985cm3 erogava 108cv e 147Nm che le permettevano di raggiungere i 170km/h grazie al cambio a 4 marce che era posizionato sul volante.

Una delle caratteristiche della vettura era il sistema idraulico che era comune a freno, frizione, sterzo e sospensioni.

Proprio il reparto sospensioni era uno dei suoi punti forti: ognuna era costituito da una sfera divisa orizzontalmente da una membrana: nella parte superiore vi era azoto, in quella inferiore olio LHM (un olio minerale secondo specifica PSA-B-712710 caratterizzato da potere anticorrosivo, resistenza ad alte temperature, elevata indice di viscosità e bassissimo punto di scorrimento). Caricando la vettura (attrezzature, paziente e 2 soccorritori) o in caso di fondo stradale sconnesso (come molte strade..) l’olio comprime l’azoto ma essendo questo totalmente incomprimibile, all’aumentare delle sollecitazioni si ha un irrigidimento delle sospensioni a vantaggio dell’azione ammortizzante.

Ci pensava poi il circuito idraulico mediante una pompa a pistoni ad autolivellare la vettura.

Anche il reparto freni era affidato al sistema idraulico grazie a un circuito sempre in pressione: al contrario del servofreno (che lavora a depressione, alleggerendo la forza da esercitare sul pedale per la frenata) sullo Squalo, premendo il pedale, si apriva una valvola che mandava olio in pressione alle pinze pertanto il pedale aveva una corsa molto corta e le frenate erano non sempre di facile gestione se non abituati alla sua guida.
Altro vantaggio era rappresentato dai dischi montati entrobordo all’uscita del differenziale permettendo così la riduzione delle masse non sospese (tradotto: la risposta della sospensione a parità di variazioni del manto stradale è più rapida a vantaggio della motricità e del comfort dovuto alle minori sollecitazioni al corpo vettura) e un minore momento di inerzia (tradotto: maggiore manovrabilità del veicolo). Questi vantaggi però avevano come rovescio della medaglia una manutenzione più onerosa (anche la sola ispezione doveva avvenire alzando la vettura su un ponte)

Con una potenza frenante così improvvisa, il veicolo poteva arrestarsi improvvisamente e spegnersi pertanto il cambio era dotato di un sistema di disinnesto delle marce che evitava il problema.

A livello di vano sanitario, nulla a che vedere con i moderni mezzi di soccorso: all’interno ospitava solamente la barella, una valigetta di primo soccorso, una bombola di ossigeno, una barella cucchiaio, una steccobenda… Allestimento molto povero ma all’epoca il soccorso era molto più spartano di quello che si effettua oggi. Inoltre il paziente, se troppo alto, correva il rischio di non poter essere caricato così come i soccorritori erano abbastanza sacrificati all’interno del vano sanitario.

Ovviamente non è più abilitata da AREU per le emergenze così come per l’ASST per effettuare servizi di trasporto sanitario.
Ma oggi, quando viene esposta, attira sempre molte persone grazie alla sua forte personalità: spesso chiedono informazioni sul veicolo, la sua storia, il suo lavoro e rimangono stupite quando vedono gli interni, soprattutto se a fianco c’è qualche mezzo moderno. Soprattutto chiedono se veramente si soccorreva in quello spazio ridotto…
Per i bambini invece è la macchina di Ghostbusters!

Alla fine non possiamo che dire grazie per tutto quello che hai fatto all’epoca. Buon compleanno, Squalo!

PIGRECO DAY

Il pigreco indica il rapporto tra la lunghezza della circonferenza e il suo diametro e, per semplicità, è approssimato a 3,14 che corrisponde alla data del 14 marzo scritto con il sistema anglosassone.

Attualmente il valore più alto di cifre calcolate è pari a 68,2 trilioni (scala corta) di cifre. Il team che si è impegnato a svolgere questo calcolo appartiene all’Università di Scienze Applicate di Graubunden in Svizzera. I ricercatori hanno impiegato 108 giorni e 9 ore per completare l’operazione…

Poichè PIGRECO è presente in molte leggi della fisica che ci circondano (Principio di Indeterminazione di Heisenberg, Legge di Coulomb, moto oscillatorio, flusso del campo gravitazionale,…), questa costante matematica regola le oscillazioni dei fenomeni fisici, che hanno frequenze definite da funzioni periodiche in cui la presenza del pigreco è fondamentale. Un errore nel calcolo, dovuto anche banalmemte a una sua errata approssimazione, può portare a risultati catastrofici come si può vedere nel video sotto riportato